Vista sul mediterraneo

Degustazione mediterranea: vista sul Mediterraneo

Gli occhi bendati del giornalismo gastronomico

Perché un numero sempre più cospicuo di persone si aggirano tra le mura di casa propria per produrre pane, dolci, birra e piatti di ogni genere?
Siamo anche disposti a pagare corsi di cucina pur di replicare a casa l'arte del fare cibo e molte volte a farlo sono solo dei semplici amatoriali.
Per natura l'umano ha una forma di acquisizione del gusto che richiede il coinvolgimento di più sensi, ne siamo tutti consapevoli che una vera degustazione va ben oltre l'uso della vista eppure l'odierno giornalista gastronomico sembra che sappia usare solo questo.
È come se avesse atrofizzato l'uso degli altri quattro sensi e si fosse concentrato solo all'uso degli occhi.
Per migliaia di anni il vero degustatore è stato il lavorante della materia prima non il cuoco, era chi aveva intimità con le tecniche agricole, pastorali, di pesca il vero promulgatore del buon cibo non chi lo cucinava ne tanto meno il girandolo assaggiatore di un tempo era il fidato esperto del buon gusto, con ciò sembra tuttavia che lo chef attuale si diverta a rendere i propri piatti incomprensibili e molti del giornalismo gastronomico ne esaltano addirittura il risultato irresoluto.
Oggi ci troviamo davanti ad una descrizione di degustazione astratta, priva di ogni semplice riferimento concreto mentre l'autentico gusto si sta modellando nelle cucine di casa e con grande probabilità in una croccante forma di pane.
Chi è allora il vero gastronomo o critico gastronomico?
Il ragioniere, il medico, muratore, giornalista, impiegato che si fa il pane, il dolce, la birra tra le mura di casa propria, chi vuole dominare la materia ancor prima di gustarla, sono i nuovi lavoranti della materia prima che non accettano i responsi di chi assegna le stelle ma si vuole rapportare con il vero produttore per non essere solo consumatore.
In fondo, mangiare e bere, sono azioni che devono congiungere alla natura non distanziarci, ricordare non dimenticare e l'uomo per sua natura, ha voglia di relazioni non di descrizioni cieche di piatti che puntano solo a polveroni di semplice aria fritta.

I punti maggiormente coinvolti nel Manifesto per una Degustazione Mediterranea in questo articolo: 2 - 5 - 7 - 10.