Al contrario - O rivìersu

Degustazione mediterranea: I primi amori non si scordano mai

I primi amori non si scordano mai

Ogni volta che ritorno a casa dai miei, prima delle faticose nenie parentali di baci e abbracci, come ogni onorabile siciliano che si rispetti, ho la necessità di rimpinguare la schiera dei miei ricordi ed inizio lì dove li ho lasciati, nella dolcezza.
Per mia personale vecchia costumanzia, appena atterrato all'aeroporto Falcone-Borsellino, cascassero mare e monti, passo da una nica pasticceria che si trova alle porte di Palermo.
In verità vado lì per due motivi, uno per arricriari lo stomaco e l'altra la vista, mi spiego meglio, una pi u pitittu e l'autra pu cori.
In questo purtusu di dolcezza, fra ciauri di cannoli friuti e scorze di arancia candita, al bancone nicareddu c'è Rita, una graziosa picciotta, di quelle scialacori, col sorriso sempre pronto e data la mia innocua malatia per certi fimmini sapuriti i parenti possono anche aspettare.
Io: Buongiorno zuccuru mio!
Rita: Ciao Antonio!! Ti vistimu intra la televisione!! Mi batteva u cori all'impazata!!
Io: A mia u curi mi tuppulia ogni vota ca' ti vidu...
Rita: Sii sempre duci Antonio, ma senti, u cruccu è accussì tinto come pari in TV?
Io: shshsh, zuccuru mio, non ti fari sentiri!!
Rita: e la Parodi, è bedda comu pari?
Io: mai come come a tia!
Io: ascuta Rita, intanto che arripigli sciatu dammi un cannolo alla ricotta.

Al primo morso la magia di Marcel Proust non si avvera, il sapore del mio cannolo non mi riporta ad essere novamenti picciriddu, dumannu immediatamente a Rita: zuccheru mio ma stu cannolu sapi di chimica!!
Rita: non mi diri nenti, s'apprisintò un rappresentante e mi ha mostrato tanti belli foto di torte con tanti fimmini papaiaddu, dicendomi che i grandi pasticceri i torti i fannu accusì ed io avrei avuto anche più tempo pi farimi ancora chiu bedda!
Io: zuccuru mio, tu si sempri bedda ma i duci dei "grandi pasticceri" che ti cunta u rappresentanti su sacchi vacanti che non ponnu stari a dritta, tanta biddizza ma poca sustanza, le tue ricette, le tue materie prime, arance, ricotta di pecora delle madonie, la farina di Timilia che usi, sono cose che "i grandi pasticceri" si ponnu sulu sugnari, tu fai il sole, lassa all'autri il gioco di fari i iaddini paduvani!

Il dolce nella foto lo dedico a Rita ed a tutti i pasticceri che del proprio mestiere ne fanno ogni giorno un'arte gustosamente sana.

Base di frolla brisée con farina Maiorca, pan di Spagna con farina di Timilia farcita con confettura di frutta di bosco, ricoperta tutta con ganache al cioccolato di Modica speziata all'anice

I punti maggiormente coinvolti nel Manifesto per una Degustazione Mediterranea in questo articolo: 2 - 7 - 8 - 17 - 18.